La fauna

Il Capriolo

(Capreolus capreolus)

Il Capriolo è un ungulato di piccole dimensioni, con mantello rossiccio in estate e grigiastro durante l’inverno, con un’evidente macchia chiara posteriore . Si ciba soprattutto di erbe tenere, gemme e rametti giovani. Popola in prevalenza boschi di ridotte dimensioni.

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Arvicola rossastra

(Clethrionomys glareolus)

Tra le arvicole è quella che presenta un più spiccato adattamento agli habitat forestali.
È un piccolo roditore dalla pelliccia tipicamente rossiccia, capace non solo di scavare gallerie sotterranee, ma anche di arrampicarsi su arbusti o alberelli in cerca di gemme, foglie, semi, frutti o invertebrati di cui nutrirsi.
Costruisce il nido tra le radici degli alberi o sotto tronchi caduti.

Lo scoiattolo

(Sciurus vulgaris)

Lo scoiattolo prepara un nido tondeggiante con rametti e paglia, tappezzandolo di muschio all’interno. È attivo durante il giorno ed è tra i pochi mammiferi del bosco a non compiere un vero e proprio letargo.

Gufo comune

(Asio otus)

Durante il periodo della riproduzione, le coppie di gufo comune spesso occupano il vecchio nido di un corvo; una volta deposte le uova, la femmina si occupa della cova per circa un mese, mentre il maschio si incarica soprattutto di reperire il cibo.

La Marmotta

(Marmota marmota)

La Marmotta è presente nel Parco Regionale Corno alle Scale con alcune colonie originatesi per espansione a partire dal nucleo fondato sul Monte Cimone nell’Alto Modenese. Vive in nuclei familiari i cui componenti sono tempestivamente avvisati, in caso di pericolo, dalla sentinella di turno, che emette acutissimi e caratteristici fischi. Proverbiale è il suo lungo letargo, dai primi mesi autunnali fino all’inizio di aprile.

Muflone

(Ovis orientalis musimon)

Le imponenti corna spiralate dei maschi, li rendono inconfondibili e per niente impacciati nelle prodigiose scalate sulle praterie rocciose . Da sempre abitante delle montagne di Corsica e Sardegna, deve la sua attuale presenza anche in questo tratto di Appennino a immissioni, compiute in territorio pistoiese nel dopoguerra.

La Rana temporaria

(Rana temporaria)

La Rana temporaria o rana rossa di montagna è la più grossa tra le quattro rane rosse italiane, potendo raggiungere la lunghezza massima di 10 cm.
Per il suo riconoscimento è utile osservare la presenza della caratteristica macchia temporale scura, posta dietro l’occhio e la barratura degli arti posteriori. In primavera, spesso ancora in presenza di ghiaccio e neve, si spinge nelle acque di pozze, torbiere e laghetti per accoppiarsi e deporre le sue uova.

Il lupo appenninico

(Canis lupus italicus)

Il lupo appenninico è una sottospecie del lupo che popola le foreste e i boschi della dorsale appenninica. Il lupo appenninico è più piccolo rispetto al lupo comune: il peso di un esemplare maschio si aggira attorno ai 30–35 kg, mentre nell’esemplare femmina il peso è di circa 25–30 kg. La lunghezza media è di circa 120 cm, mentre l’altezza media è di circa 50–70 cm. Il pelo è di colore grigio-marrone.

Il corteggiamento avviene durante i primi mesi dell’anno, mentre l’accoppiamento durante la seconda metà di marzo. La gestazione dura circa due mesi e il numero di nuovi nati varia a seconda dell’età della madre: dai 2 agli 8 cuccioli.