{"id":276,"date":"2015-12-10T17:27:22","date_gmt":"2015-12-10T16:27:22","guid":{"rendered":"http:\/\/castellomanservisi.it\/wordpress\/?page_id=276"},"modified":"2015-12-10T17:27:22","modified_gmt":"2015-12-10T16:27:22","slug":"percorsi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/castellomanservisi.it\/wordpress\/percorsi\/","title":{"rendered":"Percorsi"},"content":{"rendered":"<p>9 percorsi proposti<br \/>\ne descritti a cura della<br \/>\nPro &#8211; Loco \u201cIL FAGGIO\u201d<br \/>\nper conoscere e scoprire<br \/>\nla natura.<\/p>\n<p>Percorso 1<br \/>\nCastelluccio &#8211; Lago &#8211; Balzo delle cinge<\/p>\n<p>Il percorso si snoda in direzione sud- est, con origine a Castelluccio. Mantenendo la strada principale del paese, Via Manservisi, si incontra poco oltre la fine del centro abitato, un\u2019edicola votiva detta Verginina, posta al centro della strada.<br \/>\nA sinistra di essa, occorre imboccare la comunale che collega Castelluccio con la localit\u00e0 terzo, piccolo agglomerato arroccato al monte.<br \/>\nPoco prima della borgata, bisogna abbandonare la strada asfaltata per addentrarsi nel<br \/>\nfitto del bosco percorrendo una carrareccia bianca. In auto e a piedi, mantenendo la sinistra, \u00e8 cos\u00ec possibile raggiungere \u201cil lago\u201d, ampio spazio erboso attualmente utilizzato per i pic-nic, e, un tempo, area che ospitava un campeggio attrezzato.<br \/>\nContinuando per la strada con fondo in terra, oltre il lago, tra singolari castagni e caratteristici essiccatoi (o metati) \u2013 casoni adibiti all\u2019essiccazione delle castagne per ricavarne la farina \u2013 si arriva a una modesta maest\u00e0 costituita da una immagine sacra<br \/>\nposta in una nicchia su di un pilastrino di pietra.<br \/>\nPoco oltre il \u201cbalzo delle Cinge\u201d offre la possibilit\u00e0 di ammirare uno splendido paesaggio che si apre alla vista turista che esce dal bosco. Con un po\u2019 di fortuna<br \/>\ne rimanendo in silenzio \u00e8 possibile scorgere animali tipici del nostro Appennino.<br \/>\n&#8211; Curiosit\u00e0 : parte del percorso \u00e8 stato utilizzato dal regista Pupi Avati quale set di alcune scene di un suo celeberrimo film: \u201cUna gita scolastica\u201d.<br \/>\n&#8211; Lunghezza: 1600 m (andata).<br \/>\n&#8211;  Tempo di percorrenza: 35 minuti.<br \/>\n&#8211; Quote: partenza 810 m s.l.m. \u2013 arrivo 848 m s.l.m.<br \/>\n&#8211; Caratteristiche: percorso agevole e di facile adatto a turisti inesperti ed anziani.<\/p>\n<p>Percorso 2<br \/>\nCastelluccio &#8211; Terzo &#8211; Roncale<\/p>\n<p>La prima parte del percorso \u00e8 la stessa dell\u2019itinerario n.1. In prossimit\u00e0 del Terzo, si devia verso la borgata e si imbocca la strada sterrata di fianco al lavatoio.<br \/>\nSi prosegue fra piante secolari su un pianoro e poi si abbandona la strada sterrata per imboccare il sentiero che in breve immette sulla carrareccia in salita che porta a Roncale, con un primo strappo abbastanza impegnativo.<br \/>\nGiunti in quota la strada restringendosi diventa comodo sentiero, fiancheggiato da essiccatoi, alcuni dei quali ancora agibili e da castagneti in parte produttivi.<br \/>\nIl percorso termina al raggiungimento della Dogana ( C\u00e0 d\u2019Alchera), posta sulla sinistra del sentiero.<br \/>\nN. B. Proseguendo lungo il sentiero, a 250 metri si apre uno spiazzo con un\u2019ampia visuale sulla vallata del Rio Maggiore e sul Monte di Granaglione.<br \/>\n&#8211; Lunghezza: 2300 m (andata).<br \/>\n&#8211; Tempo di percorrenza: 45 minuti.<br \/>\n&#8211; Quote: partenza 810 m s.l.m. \u2013 arrivo 995 m s.l.m.<br \/>\n&#8211; Caratteristiche: percorso abbastanza agevole, con strade e sentieri in buone condizioni; si consiglia una sosta sul pianoro del Terzo.<\/p>\n<p>Percorso 3<br \/>\nVivaio &#8211; Doccione &#8211; Poggio del Diavolo<\/p>\n<p>Incamminandosi lungo la strada principale del paese, si giunge ad una Verginina. Continuando, imboccare la strada in direzione della localit\u00e0 Nuvol\u00e8 e mantenere la sinistra fino al raggiungimento del Vivaio Forestale \u201cI Monti\u201d.<br \/>\nPochi metri dopo l\u2019ingresso del Vivaio stesso, sulla destra, procedere lungo la strada sterrata che lo costeggia, dove si pu\u00f2 ammirare un lembo di orto botanico con alcune piante di interesse. Proseguendo oltre si giunge al &#8220;Doccione&#8221; ove \u00e8 presente un vasto invaso, ben inserito nell\u2019ambiente. La vasca, costruita per irrigare il vivaio, ha contenuto in passato trote di allevamento.<br \/>\n\u00c8 interessante notare la presenza di numerosi insetti acquatici nella vasca. Di fronte \u00e8 posta una sorgente d\u2019acqua molto buona e fresca anche nei mesi estivi.<br \/>\nL\u2019itinerario prosegue attraverso la pineta; dopo 300 metri imboccare a sinistra il sentiero in salita che porta, con numerosi tornanti, al Poggio del Diavolo.<\/p>\n<p>N.B. deviazione: anzich\u00e9 imboccare il sentiero, proseguire a destra lungo la strada, si sfocia nel campo della Ca\u2019 Nova, al centro del quale \u00e8 posta una costruzione rustica in arenaria; ai margini flora interessante.<br \/>\n&#8211; Lunghezza: 1200 metri (partendo dal vivaio)<br \/>\n&#8211; Tempo di percorrenza: 40 min. (andata).<br \/>\n&#8211; Quote: partenza 1004 m s.l.m.; arrivo 1150 m s.l.m.<br \/>\n&#8211; Caratteristiche: percorso molto agevole del primo tratto, esposto al sole e interessante per la variet\u00e0 delle colture; ripido tortuoso nella seconda parte, ove<br \/>\nbisogna porre attenzione al sentiero che ha diverse ramificazioni.<\/p>\n<p>Percorso 4<br \/>\nTraversa del Piella<\/p>\n<p>Per la prima parte del percorso fare riferimento al percorso n. 3 fino a giungere al Vivaio. Poche centinaia di metri dopo, oltrepassata una abitazione la strada diventa sterrata, attraverso imponenti e secolari pinete. Al terzo tornante si imbocca sulla<br \/>\nsinistra la strada con catena che entra nel bosco. Dopo alcuni tornanti in salita ci si immette in un percorso quasi pianeggiante all\u2019interno di bellissime pinete.<br \/>\nSi prosegue fino al congiungimento con la strada che porta alla croce del Piella, attraversando una pineta e al termine, faggi ad alto fusto.<br \/>\nSul piazzale \u00e8 situata una croce in ferro posta in onore dei caduti alpini.<br \/>\nMolto bella \u00e8 la veduta dalla terrazza panoramica antistante che si affaccia sulla valle del Rio Maggiore e sulle montagne pi\u00f9 lontane.<br \/>\n&#8211; Lunghezza: 2800 metri (partendo dal Vivaio).<br \/>\n&#8211;  Tempo di percorrenza: 50 minuti (andata).<br \/>\n&#8211; Quote: partenza 1004 m s.l.m.; arrivo 1199 m s.l.m.<br \/>\n&#8211; Caratteristiche: percorso agevole su strada sterrata che attraversa le pi\u00f9 belle pinete della nostra montagna. \u00c8 zona frequentata per la comodit\u00e0 d\u2019accesso e per la presenza di funghi e prodotti del sottobosco.<\/p>\n<p>Percorso 5<br \/>\nPratonovello &#8211; Passo S. Antonio &#8211;<br \/>\nTresana<\/p>\n<p>Percorso misto: la prima parte si fa in auto e poi ci si incammina a piedi lungo il sentiero.<br \/>\nLa partenza del percorso \u00e8 dalla borgata di Pratonovello raggiungibile seguendo la strada che da Castelluccio sale verso il Santuario della Madonna del Faggio. Giunti al bivio, ove comincia la strada non asfaltata per il Santuario, si continua diritto tenendo la strada asfaltata e salendo per 500 m circa.<br \/>\nLa partenza del sentiero di trova di fronte al grazioso oratorio di Pratonovello: si sale seguendo la linea di massima pendenza del versante montano e si arriva alla sommit\u00e0 del valico al Passo di Sant\u2019Antonio, cos\u00ec chiamato per la presenza di una formella votiva con l\u2019immagine del Santo, appesa a un albero.<br \/>\nDal passo \u00e8 possibile ammirare un bellissimo panorama, che spazia sulla valle attraversata dal torrente Barricello. Dal passo si discende passando attraverso un gruppo di case disabitate, chiamate Casa Valentino, verso il borgo di Tresana.<br \/>\nFra le antiche case in pietra, abitate nei mesi estivi dai villeggianti, ci si pu\u00f2 dissetare alla fontana, e riposarsi in questo posto che ricorda l\u2019atmosfera dei tempi antichi.<br \/>\nUn sentiero parte dal borgo e discende verso il Rio Scorticato, portando al Santuario della Beata Vergine del Faggio.<br \/>\nPer il ritorno consigliamo di prendere la strada carrozzabile che dal Faggio riconduce a Pratonovello, che \u00e8 abbastanza pianeggiante e offre la vista sul paese di Monteacuto delle Alpi.<\/p>\n<p>&#8211; Lunghezza: 2800 metri (partendo dal Vivaio).<br \/>\n&#8211; Tempo di percorrenza: 50 minuti (andata).<br \/>\n&#8211; Quote: partenza 1004 m s.l.m.; arrivo 1199 m s.l.m.<br \/>\n&#8211; Caratteristiche: percorso un po\u2019 impegnativo nella prima parte a causa del dislivello, poi facile e comodo fino la borgata di Tresana. Si consiglia una sosta al<br \/>\npasso S. Antonio per un safari fotografico alle montagne circostanti. Dopo il passo sulle sponde in stagione grande fioritura di ciclamini.<\/p>\n<p>Percorso 6<br \/>\nTresana &#8211; Albareto<\/p>\n<p>Per raggiungere il caratteristico borgo di Tresana, dal quale parte il nostro itinerario, bisogna percorrere la strada che da Castelluccio porta al Santuario della Madonna del Faggio. Attraversato il paese si continua seguendo le indicazioni per Pennola e attraversato il borgo proseguire per circa 1 km. Imboccare la strada sterrata a destra seguendo le indicazioni: Madonna del Faggio e dopo circa 2 km svoltare a sinistra salendo sulla strada di nuovo asfaltata verso Tresana.<br \/>\nIl borgo si presenta con le sue tipiche costruzioni in sasso che fanno corona intorno a una fonte dall\u2019acqua freschissima.<br \/>\nAttraversato il gruppo di case inizia la strada sterrata costruita dal Consorzio Utilisti, che sale per lungo tratto in forte pendenza, giungendo all\u2019imbocco della valle dell\u2019Albareto. Si percorre ancora un breve tratto pianeggiante e ci si immerge nella valle dell\u2019Albareto, ricca di flora interessante.<br \/>\nQuesta zona \u00e8 molto frequentata da animali selvatici (soprattutto caprioli,<br \/>\ndaini e cinghiali). \u00c8 un\u2019area non molto conosciuta, ma assai suggestiva per l\u2019asprezza del paesaggio, che evoca, nel silenzio dei boschi, un senso di pace e di<br \/>\nristoro.<br \/>\n&#8211; Lunghezza: 1200 metri (Partendo da Tresana)<br \/>\n&#8211; Tempo di percorrenza: 25 minuti (andata)<br \/>\n&#8211;  Quote: partenza 933 s.l.m.; arrivo 1040 s.l.m.<br \/>\n&#8211; Caratteristiche: Percorso un po\u2019 impegnativo, per la forte salita della strada nella prima parte. Molto probabile l\u2019avvistamento di branchi di caprioli nelle faggete della parte alta.<\/p>\n<p>Percorso 7<br \/>\nPoggio del diavolo \u2013 Acqua fredda \u2013<br \/>\nCrinale del Tresca<\/p>\n<p>Si parte in direzione ovest dal Poggio del Diavolo (per arrivare al Poggio del Diavolo, vedi percorso 3 &#8211; Prima Parte), lungo la strada sterrata che con un percorso pianeggiante attraversa prima la pineta, poi la faggeta; al bivio tenere la strada alta che attraversa le sorgenti dell\u2019Acqua fredda; dopo una breve salita che costeggia una giovane pineta, il percorso ritorna pianeggiante attraverso faggete fino al crinale del<br \/>\nTresca. Aprendosi un varco attraverso la vegetazione che circonda lo spiazzo finale si apre un incantevole panorama che prospetta il Corno alle Scale e si affaccia a strapiombo sulla sponda ove si intravedono Tresana e Casa Valentino. Veduta aerea del paese di Monteacuto.<\/p>\n<p>&#8211; Lunghezza: 1100 metri (andata)<br \/>\n&#8211; Tempo di percorrenza: 20 minuti (andata)<br \/>\n&#8211; Quote: partenza 1140 s.l.m.; arrivo 1230 s.l.m.<br \/>\nCaratteristiche: Percorso molto agevole, salvo l\u2019attraversamento di alcuni rii alle sorgenti. Sulla destra, dopo 300 metri, si trovano in stagione, diffuse colture di lamponi. \u00c8 un percorso molto fresco in ogni stagione per l\u2019incombenza sul percorso del monte Tresca, la cui vetta pu\u00f2 essere raggiunta con una deviazione sul sentiero CAI oltre met\u00e0 percorso.<\/p>\n<p>Percorso 8<br \/>\nCasone della benedizione &#8211; Mulino<br \/>\ndella Squaglia &#8211; Monteacuto<\/p>\n<p>Il sentiero \u00e8 raggiungibile in auto seguendo ancora la strada che da Castelluccio porta Madonna del Faggio.<br \/>\nLasciata la strada asfaltata e presa la strada bianca per il Santuario, si incontrano a valle due casoni per l\u2019essiccazione delle castagne, oggi ancora usati con lo stesso procedimento che si tramanda da secoli. Il secondo di questi casoni, ormai in prossimit\u00e0 del Santuario, \u00e8 chiamato il \u201cCasone della benedizione\u201d, perch\u00e9 davanti ad esso viene impartita durante il mese di maggio la benedizione con la Venerata immagine al paese antistante di Monteacuto delle Alpi e i suoi abitanti compiono l\u2019ultimo tratto per accompagnarla di nuovo al Santuario.<br \/>\nPartendo da questo punto si procede con il sentiero in direzione Molino della Squaglia, che ospita ancora un mulino a ruota, si oltrepassa il torrente Barricchello<br \/>\nsul ponte e ci si inerpica con un tortuoso sentiero fino al borgo medioevale di Monteacuto.<br \/>\nDa non perdere la visita alla chiesa di San Nicol\u00f2 e un sorso di acqua<br \/>\nfreschissima alla fonte storica di Poli Pasquali.<br \/>\nDal paesino si pu\u00f2 ammirare una stupenda veduta sul Corno alle Scale.<\/p>\n<p>&#8211;  Lunghezza: 1700 metri andata (partendo dal Casone<br \/>\ndella Benedizione).<br \/>\n&#8211; Tempo di percorrenza: 45 minuti (andata) \u2013 40 minuti (ritorno).<br \/>\n&#8211; Quote: partenza 880 m s.l.m.; arrivo 915 m s.l.m.<br \/>\n&#8211; Caratteristiche: Percorso abbastanza impegnativo per i forti dislivelli. La salita va affrontata con andatura lenta e qualche precauzione in caso di pioggia per alcuni punti scivolosi.<\/p>\n<p>Percorso 9<br \/>\nCastelluccio &#8211; Serenna &#8211; Parchi\u00e8 &#8211;<br \/>\nMulino di Taccaia<\/p>\n<p>\u00c8 un percorso a valle del paese di Castelluccio. Il sentiero inizia sotto le vecchie scuole elementari, che si trovano verso al fine del paese e dove ora hanno la<br \/>\nloro sede le Poste. All\u2019inizio del percorso ci accoglie una simpatica fontanella d\u2019acqua molto fresca che ci invita a scendere per il sentiero che costeggia un<br \/>\nvecchio abbeveratoio.<br \/>\nArrivati nel borgo di Serenna per la vecchia strada che attraversa campi e prati, si<br \/>\nprocede per il Parchi\u00e8 (altra borgata rurale) e infine sempre per la strada vecchia, attraverso boschi di quercia si giunge al Mulino di Taccaia.<br \/>\nFa sfoggio di se\u2019 la bella costruzione del vecchio mulino che conserva al suo interno i segreti di un mestiere di tempi passati. \u00c8 una passeggiata molto rilassante in<br \/>\nquanto si snoda prevalentemente attraverso prati e campi.<br \/>\nInteressante la meta, costituita da uno dei pochi mulini ancora funzionanti, posto sul torrenteSilla alla confluenza con Rio Fantino.<\/p>\n<p>&#8211; Lunghezza: 2800 metri (andata)<br \/>\n&#8211; Tempo di percorrenza: 45\/50 minuti (andata); 55 (ritorno)<br \/>\n&#8211; Quote: partenza 807 s.l.m.; arrivo 505 s.l.m.<br \/>\n&#8211; Caratteristiche: la strada \u00e8 alquanto dissestata nella prima parte e soprattutto nei 200 metri di percorso che precedono il Parchi\u00e8. Agevole e non impegnativa per il resto. Lungo il percorso ci si puo dissetare alle fontane di Serenna e Parchi\u00e8. Sconsigliabile in casi di piogge, perch\u00e9 il sentiero diventa fangoso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>9 percorsi proposti e descritti a cura della Pro &#8211; Loco \u201cIL FAGGIO\u201d per conoscere e scoprire la natura. Percorso 1 Castelluccio &#8211; Lago &#8211; Balzo delle cinge Il percorso si snoda in direzione sud- est, con origine a Castelluccio. 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