{"id":2246,"date":"2015-03-08T08:52:43","date_gmt":"2015-03-08T07:52:43","guid":{"rendered":"http:\/\/castellomanservisi.it\/wordpress\/?p=2246"},"modified":"2024-11-20T09:46:41","modified_gmt":"2024-11-20T08:46:41","slug":"lacquisizione-di-casa-nanni-levera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/castellomanservisi.it\/wordpress\/lacquisizione-di-casa-nanni-levera\/","title":{"rendered":"L\u2019acquisizione di casa Nanni-Levera"},"content":{"rendered":"<p><strong><em>L\u2019acquisizione di casa Nanni-Levera e la costruzione del castello <\/em><\/strong><\/p>\n<p>L\u2019attivit\u00e0 del negozio di sartoria di Alessandro Manservisi dovette dare risultati economici particolarmente positivi ed Alessandro nel giro di pochi anni si arricch\u00ec o almeno divenne piuttosto agiato, fino ad avere la possibilit\u00e0 di acquistare i beni di Castelluccio, in un primo tempo in compropriet\u00e0 con altri tre possidenti, mentre in seguito avrebbe acquisito l\u2019intera propriet\u00e0 da solo. Il primo atto fu ovviamente l\u2019acquisto dei terreni e delle costruzioni avvenuto il 20 febbraio 1886 a rogito del notaio Giulio Marchi, rogito che ci \u00e8 stato conservato. Il conte Alessandro Nanni Levera del fu Domenico Antonio vendette per 50.000 lire tutti suoi possessi di Castelluccio a quattro persone tutte di Bologna o del suburbio: Alessandro Manservisi di Giocondo, possidente e negoziante di Bologna, Domenico Riccardo Cavara fu Angelo, possidente di Zola Predosa, Ferdinando Ferretti fu Angelo, possidente di Casalecchio di Reno, Mauro Monterumici fu Francesco possidente di Borgo Panigale. Il documento riporta una precisa descrizione delle propriet\u00e0 acquistate: <em>1. Un tenimento gi\u00e0 costituito dalli due fondi \u201cCa\u2019 dei Nanni\u201d e \u201cCa\u2019 di Giorgio\u201d con sovrapposti Fabbricati ad uso dei fondi stessi, e padronali, per la maggior parte unito, ad uso prato, campo, bosco, pascolo ed in confine con diverse strade, colle propriet\u00e0 Fabbri Dottor Antonio, Nanni fratelli del fu Francesco, della Prebenda di Castelluccio, e del Comune di Porretta e forse. 2. Diversi corpi di castagneto sotto le denominazioni di: Spondola, Pian Martino, Rocchino, Ca\u2019 del Faino, Malmaggiore, Nuvol\u00e8, Caselle forniti ognuno di Casetta pel diseccamento delle Castagne, e che specialmente confinano con diverse Strade, e Rii, col Torrente Silla, con beni delle Prebenda di Castelluccio, e di Monteacuto, della Madonna del Faggio, del Comune di Porretta, non che con altre propriet\u00e0, e forse. 3. Due appezzamenti a qualche distanza dalli predetti terreni, l\u2019uno in cima all\u2019Appennino detto Vallimenga a bosco ceduo di faggi, ed a pascolo, non che conterminato da Beni Comunali di Porretta; e l\u2019altro a basso, ed all\u2019estremo opposto detto Madolina <\/em>(sar\u00e0 Madolma?) <em>con sovrapposta Casetta, tutto circondato da siepe viva, e circoscritto dalle ragioni delli successori Pranzini, Negretti e forse, e precisamente tutto ci\u00f2, e quanto l\u2019alienante Signor Alessandro Nanni-Levera al presente possiede nell\u2019accennato Comune di Porretta pel territorio di Castelluccio<\/em>. I locatari si impegnarono a rispettare per il corrente anno 1886 il contratto di locazione del podere Ca\u2019 de\u2019 Nanni gi\u00e0 in essere, col locatario Antonio Fanelli. L\u2019acquirente Mauro Monterumici dichiar\u00f2 di non saper scrivere e per questo firm\u00f2 con una croce14. Non sappiamo i motivi che spinsero il Manservisi a coinvolgere in questo acquisto altri suoi conoscenti. L\u2019unica spiegazione potrebbe essere legata alla esosit\u00e0 dell\u2019esborso, perch\u00e9 ben presto ad Alessandro la compropriet\u00e0 a tre dovette risultare stretta, poich\u00e9 ovviamente non gli consentiva di avviare i lavori all\u2019edificio principale per trasformarlo nel suo castello, un obiettivo che molto probabilmente egli ebbe fin da principio. Per questo negli anni successivi decise di procedere all\u2019acquisto di tutte e tre le parti che non gli appartenevano. Gli acquisti sono datati dal 1889 al 1893, un periodo in cui alcuni dei comproprietari del 1886 erano gi\u00e0 morti cosicch\u00e9 egli li acquis\u00ec dagli eredi. Le informazioni che si riferiscono a queste acquisizioni sono tratte da documenti successivi, dell\u2019anno 1898, della conservatoria delle ipoteche. Il 27 agosto 1889, a rogito 14 ASB, Atti dei notai (1840-1907), Giulio Marchi, volume dal novembre 1885 al marzo 1886del notaio Vincenzo Naldi, Alessandro acquist\u00f2 la porzione di Domenico Riccardo Cavara al prezzo di 10.000 lire. Il 31 gennaio 1892, a rogito del notaio Pietro Polanci di Vergato, acquist\u00f2 per 20.000 la parte di Ferdinando Ferretti e degli eredi di Mauro Monterumici: in particolare dai figli Luigi, Cesare, Giulio e Vittorio, da Augusto Monterumici figlio del fu Francesco (fratello di Mauro), da Anna Benefenati moglie di Mauro, da Teresa Tagliavini vedova di Francesco, ora moglie in seconde nozze di Cesare Monterumici, nipote del defunto marito. Il 13 dicembre 1893, a rogito del Notaio Giuseppe Marani, \u00e8 datato l\u2019ultimo di questo acquisti, da Adele Monterumici, figlia del fu Francesco15. L\u2019acquisizione dell\u2019intera propriet\u00e0 delle case Nanni Levera permise ad Alessandro di iniziare a mettere in atto l\u2019idea che sicuramente egli aveva in mente fin dall\u2019acquisto del 1886. L\u2019edificio principale, che era la casa padronale, sub\u00ec un radicale rifacimento e dell\u2019antica costruzione rimasero solamente pochi particolari, come la pietra scalpellata col millesimo 1638, ancor oggi visibile sull\u2019arco dell\u2019ingresso secondario del castello, ed altri due millesimi con le date 1707 e 1804, tutte riferibili al periodo in cui l\u2019edificio principale apparteneva ai Nanni. Un\u2019ulteriore data, di difficile lettura ma sicuramente riferibile al secolo XVII, si trova su di un architrave in pietra di una finestra, ancor oggi visibile nell\u2019edificio a est del castello, che reca anche due decorazioni con la stella a sei punte. Le ipotesi che erano in campo a proposito della trasformazione dell\u2019edificio seicentesco nel castello ottocentesco erano due: la prima proponeva un rifacimento dell\u2019antica casa, senza mutamenti sostanziali delle sue volumetrie e della sua pianta, la seconda si riferiva ad una costruzione realizzata ex novo, con atterramento dell\u2019antica. In un primo tempo sia Bill Homes sia il sottoscritto aderimmo alla seconda ipotesi di rifacimento completo, ma la consultazione delle mappe del catasto Gregoriano, che fu realizzato negli anni 1817-1821 e quindi ritrae la situazione precedente ai rifacimenti, ci permette di affermare con sicurezza che in realt\u00e0 Alessandro non abbatt\u00e9 nulla del precedente edificio, ma procedette solamente ad un suo <em>restyling<\/em>, come si direbbe oggi. Questa affermazione \u00e8 confermata dal confronto della mappa del catasto Gregoriano, che come abbiamo visto \u00e8 di una settantina d\u2019anni precedente le trasformazioni operate dal Manservisi, ed una seconda mappa, del 1921, successiva alla morte di Alessandro, che mostra gli stessi edifici dopo le radicali trasformazioni dell\u2019ultimo decennio dell\u2019Ottocento. Orbene le due piante sono nella sostanza identiche, segno inequivocabile che le stesse trasformazioni non riguardarono in nulla la pianta, ma solamente gli alzati e le decorazioni aggiunte sui pi\u00f9 antichi paramenti murari16. Questa affermazione, che oramai non \u00e8 pi\u00f9 solamente un\u2019ipotesi, \u00e8 confermata anche da una lapide, spezzata ma oggi ricomposta, 16 Le due mappe si trovano rispettivamente in ASB, <em>Catasto gregoriano (anni 1817-1821) <\/em>cartella 206 e in ACM, cart. 2, fasc. 83. che recita: ALESSANDRO MANSERVISI AMPLI\u00d2 ED ABBELL\u00cc QUESTA ANTICA CASA GI\u00c0 DEI CONTI NANNI-LEVERA E LA DESTIN\u00d2 A SEDE DELLA COLONIA SCOLASTICA CHE DA LUI EBBE VITA E NOME Ampliamento ed abbellimento significa che la struttura degli edifici antichi non venne stravolta ma modificata per mezzo di alcune aggiunte e di molte decorazioni. Ma di questo tema tratta ampiamente e compiutamente Bill Homes nella seconda parte di questo volume. Non abbiamo molte informazioni relative a chi oper\u00f2 concretamente nella realizzazione del castello, anche se la tradizione locale, confermata dai documenti, ci parla dell\u2019impiego di manodopera locale. Un\u2019informazione diretta relativa agli uomini che lavorarono alla costruzione ed alla realizzazione dell\u2019apparato decorativo in pietra pu\u00f2 essere tratta da una scritta, datata 1904, che \u00e8 collocata in capo alla scalinata esterna accanto al busto di Manservisi. Mentre nella parte superiore presenta la data, al centro propone il monogramma AM scalpellato nella pietra a mo\u2019 di stemma. Nella parte pi\u00f9 bassa si legge ancora una scritta: SCARDELLA DA La lapide spezzata e recentemente ricomposta. L\u2019OCCHIO MASTRO \/ DOTTOR GINO \/ IOSEPHIN DESTASIA \/ SCARPELLINI. Secondo la testimonianza di Giuseppe Pranzini tale scritta si deve intendere come riferita al suo omonimo nonno, soprannominato <em>Iosfin de Stas\u00eca<\/em>, cio\u00e8 Giuseppe di Anastasia, che aveva lavorato come scalpellino alla costruzione. Sicuramente lo Scardella ricordato, per il fatto che il termine SCARPELLINI \u00e8 al plurale, fu sicuramente un altro scalpellino, che sembrerebbe aver svolto la funzione di capomastro, come attesta la scritta MASTRO che segue il suo nome. Il dottor Gino citato \u00e8 sicuramente Gino Manservisi, cugino di Alessandro, suo esecutore testamentario ed amministratore unico della colonia da lui fondata. Una seconda lapide datata 1899, subito sotto lo stemma col monogramma AM riporta ancora il nome di Giuseppe Pranzini, che in questo modo si conferma come uno dei maggiori artefici del castello. Le idee attorno alle quali Alessandro organizz\u00f2 la trasformazione di casa Nanni Levera devono essere riferite alla cultura che andava per la maggiore nella Bologna di fine secolo, nella quale le suggestioni del Medioevo e del Rinascimento cittadino avevano messo in evidenza la figura fondamentale di Alfonso Rubbiani, che aveva progettato i restauri, ma anche i rifacimenti in stile medievale degli edifici della piazza maggiore e di altri distribuiti per la citt\u00e0. In Alessandro troviamo infatti quella sensibilit\u00e0 che aveva tratto spunto dalle vicende della Bologna medievale riproponendole nell\u2019architettura, ma anche nella poesia. Basterebbe pensare sia all\u2019opera di Giosue Carducci ed anche al Pascoli della \u201cCanzone di re Enzio\u201d.<\/p>\n<p>La costruzione del castello dovette costare davvero molto. Degli anni dal 1892 al 1901 ci sono vari documenti che attestano come ilManservisi avesse chiesto prestiti in denaro soprattutto a membri della sua famiglia, alla moglie, alle sorelle ed al cognato, per un totale di 25.000 lire. Oltre a ci\u00f2 dal 9 luglio 1912 al 4 luglio 1914 troviamo alcune carte dalle quali risulta che gli eredi, essendo Alessandro ormai morto, si erano accollati un notevole debito col Banco finanziario Fratelli Sanguinetti di Bologna. Tale debito nel luglio del 1912 ammontava a 33.287 lire, mentre nel luglio del 1914 era cresciuto a 33.956 lire17; venne estinto il 30 settembre dello stesso anno18.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019acquisizione di casa Nanni-Levera e la costruzione del castello L\u2019attivit\u00e0 del negozio di sartoria di Alessandro Manservisi dovette dare risultati economici particolarmente positivi ed Alessandro nel giro di pochi anni si arricch\u00ec o almeno divenne piuttosto agiato, fino ad avere la possibilit\u00e0 di acquistare i beni di Castelluccio, in un primo tempo in compropriet\u00e0 con<a href=\"https:\/\/castellomanservisi.it\/wordpress\/lacquisizione-di-casa-nanni-levera\/\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"footnotes":""},"categories":[5],"tags":[],"class_list":["post-2246","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-anno-2015"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/castellomanservisi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2246","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/castellomanservisi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/castellomanservisi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/castellomanservisi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/castellomanservisi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2246"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/castellomanservisi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2246\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2247,"href":"https:\/\/castellomanservisi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2246\/revisions\/2247"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/castellomanservisi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2246"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/castellomanservisi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2246"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/castellomanservisi.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2246"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}