FILI RIFILI RELITTI RIUSI

” FILI RIFILI RELITTI RIUSI”; OGGETTI D’ARTE DI ANNALISA RAMONDINO

Gli objets-trouvès, Il ready-made, le cose che spesso finiscono in discarica, sono materia prima delle opere dell’artista. Le sue sculture, fatte con vecchi legni, ferri, vecchie lamiere zincate, sono dei pezzi di materiale ricollocati in un altro contesto, delle narrazioni bricolage, dove si stratificano in un insieme coerente pezzi di storie eterogenee.
La sua scultura ha vari temi: il gioco della guerra, le città utopiche, le fabbriche.
Il gioco della guerra è composto da vari marchingegni bellici. Le tende di accampamento, dette “tende di comando”, fatte di lamiere.  Poi vi sono i “belligeranti”, grandi imbuti con le ruote e le bandiere, le “torri della camera oscura” che si presentano come macchine osservatorio, le “ciminiere ruotanti”, ricavate da impluvi di grondaie capovolti, le “torri immaginarie” fatte di fili di ferro da cui si sprigionano altri fili in cima ai quali balenano aerei, pezzi di vetro e bandiere.
Altre opere sono le “città utopiche”. I “borghiresiduali” sono torri dalle cime quadrate o a cuspide, fatte con vecchi legni e presentano una superficie segnata dal tempo. Sono formati da un prototipo che ripetendosi a varie altezze e dimensioni nell’assemblaggio da casa o torre, forma città, centri storici, acropoli turrite, arcaiche, medioevali. Altri edifici sono fatti con reti di metallo come il grattacielo trasparente intitolato “grande edificio a gabbie d’aria” .
Le “fabbriche” sono delle piccole costruzioni fatte di lamiera bianca o grigia con grandi ciminiere, riprodotte come si può riprodurre un’architettura della memoria con una forma semplificata ed alcuni nitidi dettagli.

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